Maschera di Gianduja

Gianduja

 

 

Tra i personaggi famosi del Carnevale italiano c'è il piemontese Gianduja, di Torino, che è anche un burattino e una

marionetta.

Il suo nome potrebbe derivare dalla contrazione di "Giôan d'la duja". "Duja",

in piemontese, significa doga e per estensione botte.

Oppure ancora potrebbe significare, dal francese, "Jean-andouille" e cioè Giovani-salsiccia.

Secondo la tradizione, i burattinai Giovan Battista Sales e Giovanni Bellone,

avevano fatto dire al loro burattino Gironi e cioè Girolamo,

alcune allusioni satiriche nei confronti di Napoleone e di suo fratello Gerolamo.

Per questa ragione erano stati mandati al confine e relegati nell'astigiano.

Così decisero di sostituire la loro creatura prediletta con la nuova maschera, Gianduja.

Verso il 1808 la presentarono a Torino dove divenne il simbolo della popolazione piemontese.

Gianduja rappresenta un contadino arguto, pacato e generoso, amante del vino, che gli rende rubizze le guance.

Durante il corso delle guerre di indipendenza la maschera Gianduja è stato anche il rappresentante

del patriottismo moderato piemontese.

E' in onore della maschera che prende il nome di Gianduiotto, il rinomato cioccolatino torinese di cioccolato e nocciole.

La loro forma, a barchetta rovesciata, si rifà al copricapo di Gianduja.

E' sposato con Giacometta.

 

 

Filastrocca Gianduja

 

Giacca marrone, panciotto giallo

porto i colori del pappagallo;

calzoni verdi, calzette rosse,

col vino mi curo tonsille e tosse.

Naso paonazzo, cappello tricorno

son Gianduia perdigiorno.

Se non vi basta il cappellino

c’è la parrucca col codino. 

 

 

Colora Gianduja